Barriere nelle curve e rapporti tra i tifosi

Notizia del momento: Sebbene in estate abbia pagato un costoso abbonamento, il pubblico di Roma e Lazio sta disertando le rispettive curve per protestare contro il regolamento che ha previsto l’innalzamento di barriere di vetro che dividono le stesse curve in due settori. Norme volute per riportare controllo e legalità all’interno dello stadio, nonostante  la gran parte dei tifosi di ambedue le squadre sostengano che le autorità abbiano solo l’intenzione di reprimere una delle ultime espressioni della passione popolare  per la propria propria squadra.

Le curve e i rapporti tra tifosi. Le curve sono l’emblema e il simbolo del tifo. Basti pensare che senza di loro il calcio sarebbe spento e assomiglierebbe più a uno spettacolo da teatro. Esse sono sempre state un luogo di aggregazione tra persone che hanno gli stessi ideali, la stessa mentalità e condividono l’ amore per la propria squadra di calcio. Un luogo dove ci si sente tutti fratelli e si stringono nuove amicizie. Con la divisione delle curve, casa per più di mezzo secolo di tifosi romanisti e laziali, si sono rovinate amicizie e l’unione che legava anche persone sconosciute, con la motivazione in primis della sicurezza. Chi vive la curva ogni settimana sa benissimo ritiene questa ragione un “scusa” per dividere e isolare il settore più caldo della tifoseria.

La risposta dei tifosi alla prefettura. Quasi 8 tifosi su 10 sono contrari al provvedimento delle barriere nelle curve dello stadio Olimpico.  Molti si chiedono, ad esempio, perché questo provvedimento riguardi solo l’Olimpico e non tutti gli altri impianti calcistici in Italia. Risultato: curve semideserte e incassi dimezzati. Il prefetto di Roma, convinto della sua scelta, ha dichiarato di non avere fatto altro che applicare una direttiva del Ministero degli Interni. I sostenitori di Lazio e Roma hanno scritto una lettera sul tema dicendo che chi ha studiato questa norma probabilmente in curva non ci è mai stato e quindi non può giudicarla. Si legge infatti: “Chi intorno a un tavolo decide sa che il posto viene spesso cambiato anche solo perché sporco? O perché il numero del seggiolino è assente o cancellato dal tempo? O perché davanti ci sono barriere (cemento, vetro…)  Che limitano la visuale del campo? Anche solo a causa della pioggia? Ma spesso si può cambiare posto, come da sempre avviene, anche solo per stare vicino a un amico. Da sempre è così e nessuno mai si è lamentato.”

E’ auspicabile si apra quanto prima un ulteriore tavolo di discussione tra autorità e tifosi per trovare un possibile punto di mediazione fra le esigenze della sicurezza e quelle del tifo. Il calcio deve tornare a unire e non a dividere. 

 

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