Black Panther 2 – Wakanda Forever

La recensione del nuovo film Marvel, dal 9 novembre disponibile al cinema. 

Articolo di Giulia Bettini (C3A)

Il Marvel Cinematic Universe decide di terminare la fase 4 del suddetto franchise con Black Panther: Wakanda Forever. Questo sequel ha lo scopo non solo di intrattenere il pubblico, ma anche di onorare la perdita prematura dell’attore Chadwick Boseman, la quale morte alla giovane età di 44 anni ha riscontrato un enorme scossa non solo mediatica, che è stata volutamente inserita anche nel film. 

La parola chiave della pellicola è senza alcun dubbio: il lutto, affrontato in ogni sua sfaccettatura con la conseguente evoluzione dei personaggi principali del nastro. 

Questo accordo tra cinematografia e realtà accompagna tutti i 161 minuti, senza perdere mai l’armonia. Molte decisioni riguardo ciò, sono state azzeccate, a partire dalla classica intro dei film targati Marvel che è stata completamente dedicata al defunto attore. Così come la scelta di affrontare direttamente la morte, senza alcun tipo di giri di parole. Passare oltre senza nessun riferimento sarebbe stato assolutamente fuori luogo. 

Black Panther: Wakanda Forever al livello estetico ha poco da invidiare al lungometraggio precedente: fotografia con colori impeccabili, attori da una bravura eccelsa, tra i quali la vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista” nel film: “12 anni schiavo” Lupita Nyong’o. Persino i soundtrack

utilizzati e creati appositamente per la pellicola colgono i contrasti emotivi e il dinamismo di tutte le scene. 

Con un’eredità importante sulle spalle, era importante almeno tentare di eccellere ancora una volta, cambiando quasi completamente la trama, visto che il secondo capitolo prevedeva semplicemente il continuo della storia di T’Challa (Chadwick Boseman). 

Assolutamente intrigante è stata la riuscita dell’introduzione di un nuovo personaggio, valutato come un villain o addirittura un antieroe, il mesoamricano Namor. Dotato di una fisicità e un carisma del tutto incredibili, quasi potremmo dire tipici dei “cattivi” Marvel, basti pensare a quello del primo Black Panther: Kill Monger, sicuramente uno dei più apprezzati. 

Sebbene le critiche siano tante, Black Panther 2 resta sempre in vetta alle classifiche del botteghino, incassando circa 650 milioni di dollari in 3 settimane, annientando ogni altra concorrenza. Non riuscirà di certo a superare il suo predecessore con i suoi 1,3 miliardi di dollari, posizionandosi al numero 14 tra i film con più successo di sempre. 

Purtroppo però l’opera di Ryan Coogler non riesce del tutto a stupire. Nonostante la lunghezza fluentemente, non sono presenti molti momenti memorabili che riescano a far trattenere il fiato sulla poltrona. Un po’ poco nel complesso, rispetto a quello che ci si dovrebbe aspettare da budget così alti.

 

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