I musei al tempo del Covid

Dal 6 novembre il COVID-19 ha messo a dura prova anche luoghi di cultura e musei, come era successo già in primavera. Dopo la chiusura di cinema e teatri, l’aumento dei contagi ha inevitabilmente portato alla sospensione delle attività in presenza di tutti i siti culturali e quindi uno stop alle visite guidate nei musei, sia pubblici che privati, e alle mostre che risultano sospese in tutto il territorio nazionale.

La sospensione è stata poi confermata con il DPCM del 3 dicembre 2020 sino al 15 gennaio 2021. Infatti continueranno ad essere chiuse le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli istituti e luoghi di cultura, ad eccezione delle biblioteche e degli archivi, dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione.

Tuttavia sono molti i musei italiani e internazionali che stanno organizzando visite virtuali, installazioni in streaming e iniziative online per permettere al pubblico di continuare ad ammirare opere e collezioni anche dal divano di casa. 

È evidente comunque che il COVID-19 ha provocato pesantissimi effetti economici su tutto il sistema museale.  Solo in Italia si stima che nel periodo marzo-maggio 2020 ci sia stata una perdita di circa 78 milioni di euro. Inoltre sul piano giuridico la pandemia ha provocato l’emanazione di numerose disposizioni da parte delle diverse autorità pubbliche.  Si è reso necessario intervenire sulla gestione degli spazi per evitare assembramenti al momento della riapertura, l’utilizzo della segnaletica per far rispettare le distanze, le prenotazioni online, la sanificazione delle audio guide. Tutti obblighi che gravano ulteriormente a livello economico per i proprietari, pubblici o privati che siano. 

La digitalizzazione è senza dubbio il primo effetto di un processo niente affatto negativo, ma di una tendenza già iniziata negli ultimi anni e ha subito un’accelerazione in seguito al COVID.  Purtroppo si deve però fare i conti con la gestione dei diritti d’immagine in rete, come pure il problema del copyright e del diritto d’autore. 

Naturalmente il rapporto umano è fondamentale nell’esperienza di una visita guidata, un museo non può fare a meno del pubblico. Ammirare le opere del genio di ieri e di oggi dal vivo è essenziale, ma l’emergenza sanitaria ha fatto sì che il museo si adattasse per mezzo dei linguaggi alternativi per arrivare ai cittadini nelle proprie case: virtual tour, mostre in digitale, visite in streaming o laboratori per i più giovani.

È indubbio infatti che il contatto con le opere d’arte ha comprovati benefici per la salute psico-fisica delle persone e  questo costituisce un elemento di particolare rilevanza soprattutto per il periodo di isolamento in seguito alla pandemia.

Un esempio fra i musei che si sono adoperati per organizzare visite alternative è quello degli Uffizi di Firenze. Quest’ultimo ha organizzato tour guidati in diretta su Facebook con Ciceroni speciali che tra un capolavoro e l’altro possono anche rispondere a domande poste in tempo reale dal pubblico che sta seguendo la diretta. 

In alternativa ai tour virtuali molte istituzioni mettono a disposizione diversi contenuti digitali, un esempio è il Museo Egizio di Torino. Quest’ultimo propone a cadenza settimanale le “passeggiate musicali”, composizioni eseguite dal trio d’archi dell’associazione Melos Arte Musica e ispirate all’immaginario egizio e disponibili su YouTube. Allo scopo di raggiungere più persone è prevista una trasmissione radiofonica in diretta dalle sale del museo, realizzata in collaborazione con Radio Ohm. Ogni domenica dalle 11 alle 12, archeologici e divulgatori esploreranno i risvolti “insoliti” della civiltà egizia e il dietro le quinte del Museo: restauri, reperti e attività didattiche.

 

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