Un’intervista per conoscere: viaggio nella lettura di Anime Scalze
Nel mese di aprile a conclusione di un percorso di lettura che ha coinvolto il biennio si è svolto un incontro con Fabio Geda, autore molto noto nel panorama culturale italiano. Il tema dell’incontro si è concentrato sul romanzo “Anime Scalze”, letto con grande emozione dai ragazzi che si sono lasciati coinvolgere dalla storia di Ercole Santià e delle sue disavventure.
Prima di raccontare l’incontro con lo scrittore è però necessario conoscere meglio chi sia Fabio Geda.
Un autore che viene da Torino
Fabio Geda nasce a Torino nel 1972. Come lui stesso ha poi testimoniato, inizia la sua carriera lavorativa in un centro di servizi sociali per i minori. Innamorato dei ragazzi che ha aiutato nei loro disagi, ha sempre vissuto con la missione di assistere coloro che non hanno nessuno accanto.
Grande quanto la sua empatia è il desiderio di insegnare ai più giovani con le sue storie, sperando di risvegliare negli adulti una maggiore sensibilità verso chi soffre.
Durante l’intervista, Geda ribadisce costantemente come non sarebbe la persona che è se non avesse vissuto le esperienze da educatore: gli adulti -dice- hanno il compito di accorgersi dei problemi e risolverli, mandando i bambini da chi si sa possa aiutarli.
Anime Scalze: la storia di Ercole
Il libro che la scuola ha avuto il piacere di leggere si intitola, avrete capito, “Anime Scalze”.
Da quanto raccontato, il nome non è casuale, ma una scelta ben precisa: non solo le due parole accostate suonano leggiadre e piacevoli, ma tutti possono rivedersi nelle anime scalze, che vagano come Ercole vaga in giro alla ricerca del suo luogo di appartenenza.
Il protagonista del romanzo è proprio lui, Ercole Santià, con la sua vita disfunzionale segnata dalla fuga della madre, quando era solo bambino, e dall’amore controverso del padre.
L’autore racconta che il giovane non è ispirato da qualcuno, bensì dalla sua quotidianità e dalla sua città natale dove queste esperienze sono particolarmente frequenti.
La svolta nella storia arriva con Viola, il sole nella vita del protagonista e il motivo del suo andare avanti quotidiano.
L’autore racconta di non avere una “Viola”: “Ma di sicuro -afferma- sono molte le persone che mi hanno rallegrato la vita, partendo dalla mia famiglia e dai miei ragazzi”.
Ispirazione per i personaggi di Asia, sorella del protagonista, e Luca, fratello e importante punto della maturazione di Ercole, sono i fratelli veri dello scrittore.
Proprio a loro è dedicato il libro, invito silenzioso ad apprezzare la famiglia che ci sostiene e ci è accanto e aiutarli anche quando non sembra la cosa più bella o più appagante.
Il finale ha fatto sorgere molte domande e quesiti tra gli studenti: “Aveva un obiettivo?”, “Voleva dedicare il messaggio a qualcuno?”, “Crede che sia un libro solo per noi adolescenti?”
Geda ha rivelato che il fine originale era quello di far capire sia genitori sia ai figli, sia ai professori e ai studenti, che non siamo tanto diversi quanto possiamo immaginare e ,talvolta, un ragazzo può educare un adulto a dare il meglio di sé.