L’educazione civile, nei giorni d’oggi

L’educazione civile è un pilastro fondamentale nella società in cui viviamo.
Sin dai primi anni della nostra vita ci viene insegnato a ringraziare, a chiedere, a rispettare, e a comunicare in maniera civile. L’educazione è un’espressione tangibile, un concetto universale che proviene da un processo mentale di maturazione e raggiunge l’autonomia, consapevolezza, costruendo una società giusta e inclusiva.
L’educazione vera e radicata non è solo quella di chi dice “grazie e per favore” ma anche quella di chi ti tiene la porta aperta, di chi è un ospite e entra in casa in punta di piedi, chi sa esprimere senza parlar sopra né tantomeno mancando di rispetto, di chi aiuta senza avere nulla in cambio, di chi ti porge la mano nel bisogno e di chi rispetta gli spazi altrui.
Con il passare del tempo simboli, gesti e azioni si mutano e trasformano e trasformandosi avviene un processo radicale che stravolge l’intero atto in sé.

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Ma l’educazione civile ha mai cambiato il suo significato?
L’educazione non è mai cambiata, ma si è evoluta nel tempo passando da una visione tradizionale a una visione più dinamica che include lo sviluppo completo della persona. Questo è vero in particolare nell’apprendimento continuo come l’imparare a conoscere, fare, vivere insieme ed essere. Ora si presta più attenzione a valori fondamentali come la libertà, l’inclusività, cercando di formare persone, a partire dai bambini, più consapevoli di loro stessi e degli altri.
Educare oggi come ieri mantiene alcuni principi basilari, per esempio come prendersi cura degli altri, accompagnare, essere autentici e prendendoci del tempo per noi stessi.

Fortunatamente, l’educazione non viene più intesa come ciò che si impara a scuola. Noi ragazzi impariamo gli uni dagli altri attraverso esperienze quotidiane. Questo fenomeno si chiama Peer Learning e crea un ambiente in cui la conoscenza diventa naturale dove il “supporto morale” diventa una parola chiave.

Con il passare del tempo e avvicinandoci agli anni 2000 è diventato sempre più diffuso l’uso degli apparecchi elettronici. Ci sono alcune generazioni come la generazione Z e alfa che nel corso della loro infanzia hanno goduto dell’accesso a Internet continuo e fino ad ora sono le due generazioni più a contatto con la tecnologia di tutti i tempi.

Ma come incide la tecnologia sulla vita delle persone, in particolare la vita dei ragazzi? Come può accompagnare l’infanzia di un bambino?

L’uso della tecnologia è diventato parte integrante della vita quotidiana: apprendiamo e ci relazioniamo con il mondo e ciò che può condizionarci. Ogni nostro dubbio quotidiano viene risolto accedendo a Google su un qualsiasi dispositivo mobile.
I bambini, in particolare, sono attratti dalla tecnologia perché offre gratificazione immediata, intuitiva e visivamente stimolante, permette di imitare gli adulti e offre apprendimenti scolastici approfonditi e videogiochi personalizzabili.
Crescendo, però, i bambini diventano adolescenti e hanno sempre e comunque l’accesso a Internet.
In Italia quasi tutti gli adolescenti italiani usano i social media, le percentuali superano il 90% e raggiungono il 97% nella fascia dei 17/19 anni.
I social media giocano un ruolo cruciale nell’educazione dei ragazzi; piattaforme come Instagram, TikTok, YouTube offrono contenuti educativi creati da coetanei. Questi mezzi offrono un approccio più visivo e interattivo dell’apprendimento, rendendo l’istruzione più accessibile e coinvolgente.
Un altro aspetto fondamentale dell’educazione civile tra i giovani è lo sviluppo delle competenze emotive e sociali.
In un mondo sempre più connesso i ragazzi si trovano ad affrontare crisi adolescenziali, come ansia e isolamento.
Nonostante gli aspetti positivi dei social, ci sono sfide legate a questa nuova forma digitale di educazione.
L’eccessivo uso di dispositivi digitali ha portato a una diminuzione dell’interazione faccia a faccia fondamentale per conoscere l’arte della comunicazione.
Non esiste più il piacere di incontrarsi o di telefonare a una persona a noi cara, in quanto con un messaggio, abbiamo la possibilità di raccontare tutto senza la presenza fisica.
Anche se l’impatto educativo maggiore è quello di chi ci cresce, e chi ci ha seguito durante l’infanzia, anche i social in questo rivestono un ruolo molto importante.
Molti giovani vivono in un mondo di fantasia, lontano da quello che concretamente abitano e si costruiscono un ambiente fittizio online, creando una linea flebile e sottile tra la realtà e il falso.
E questo purtroppo è una delle cause del perché oggi più che mai molti ragazzi stanno perdendo il modo di relazionarsi con le persone, andando contro e opponendosi agli insegnamenti educativi dati durante il percorso di crescita.

Perciò i giovani si influenzano a vicenda attraverso il Peer Learning o anche i social media rendendo difficile costruire una società informata, empatica e rispettosa delle diversità.


Greta De Angelis

 

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