Attraverso il buio

Luce e Alex
Luce e Alex

PARTE 1 

«Non crederete mica che io possa collaborare con un…un…ahh.- si girò verso di lui- Ti rendi conto che non riesco neppure a definire in modo adeguato cosa sei?!»

Lui si girò verso di lei con sguardo indignato e replicò: «Non pensare che, invece, io voglia collaborare con te!!»

In quel momento Luce stava sperando che gli sguardi potessero uccidere, solo per fulminare Alex all’istante.

Questa eredità sarebbe stata solo una copertura. In realtà,  sarebbero diventati gli alpha del branco composto da maghi e lupi e, quindi, successori dei genitori di Alex.

Dopo quelle bellissime notizie, Luce tornò nel suo appartamento per concedersi un po’ di riposo. Subito dopo aver varcato la porta del suo appartamento, fu investita dalle mille domande di Nicholas, che voleva essere aggiornato sulla riunione. Ma appena vide la faccia provata della ragazza, gli si bloccò il fiato in gola. 

«Luce che è successo? Sei stata ad una riunione, non in guerra». Luce apprezzò che l’amico stesse cercando di alleggerire l’atmosfera con delle battute, però non gli sfuggì quella sfumatura di preoccupazione nei suoi occhi verdi smeraldo. 

Nicholas aveva conosciuto Luce quando lei aveva solo 16 anni e lui 20. Erano vicini di casa, perché si era trasferito nell’appartamento al piano inferiore. Nel corso del tempo erano cresciuti e Nicholas con i suoi modi non invadenti e rispettosi era riuscito ad abbattere i muri che Luce aveva cominciato a costruire l’anno prima, subito dopo la morte dei suoi genitori. In tutti questi anni di amicizia, Nicholas era diventato molto protettivo nei suoi confronti. 

«Tranquillo Nì, non è successo niente di importante. Solo che ora sono molto stanca. –disse cominciando ad avvicinarsi alla sua stanza, poi aggiunse- Se vuoi sapere quello che è successo, chiedilo a zia.» 

«Lux vieni qui, dai.  Stai un po’ con me. Possiamo guardare uno dei tuoi film preferiti stravaccati sul divano, posso prepararti anche una bella tazza di tè come piace a te. Che ne dici?». Stava cercando di convincerla  e tentava di avvicinarsi a lei per poterla abbracciare.  Sapeva perfettamente che in momenti come questi  le parole non sarebbero servite a nulla. Sarebbero bastati  semplicemente la sua presenza e piccoli gesti per non farla chiudere nel suo mondo senza via d’uscita.

Alla parola gli occhi di Luce si illuminarono e volentieri accettò. Nicholas, soddisfatto, andò in cucina per fare due tazze di tè nero con un goccio di latte. Intanto, Luce cambiò i suoi vestiti: tolse gli abiti da lavoro per indossare una tuta calda, comoda e morbida. Quando tornò nel salone si lanciò sul divano, senza fare caso a Nicholas. Prese in mano il
telecomando e schiacciò il tasto play: la maratona di film ebbe inizio.


Erano trascorse circa tre ore, quando zia Claire tornò a casa da lavoro. Sorrise e non rimase affatto stupita dinnanzi alla scena che gli si presentò. Infatti, decise di lasciarli dormire sul divano, anche se Nicholas aveva il piede di Luce sulla guancia.

Il giorno dopo

Luce e Nicholas si svegliarono intorpiditi e con dolori alla schiena: nulla che una bella colazione abbondante non potesse curare. Trascorsero la giornata tranquillamente ma, visto che era solo venerdì, entrambi dovettero andare a lavoro. 

Se per Luce il tempo in azienda sembrava volare tra una chiacchiera e l’altra con i dipendenti,  a Nicholas il tempo sembrava non passare mai. Infatti, tra i due Nicolas era l’unico a lavorare! 

Ma arrivata l’ora della cena, Luce si sentì in ansia perché sarebbe dovuta rientrare in quella casa e avrebbe dovuto, quindi, rivedere tutto il branco. Dentro di sé sapeva benissimo che sia i maghi che i licantropi serbavano rancore verso di lei, poiché li aveva abbandonati  cinque anni prima, in un momento davvero critico per il branco che aveva appena perso i loro alpha. 

Neanche se ne accorse: lei, Nicholas e zia Claire stavano varcando la soglia dell’antica villa dei Bloch. Ad accoglierli c’erano Lauren e Arthur felici di poter riavere la ragazza e la zia nella loro casa ed anche di poter fare entrare ufficialmente Nicholas nel branco. Infatti, da quando Luce e Claire si erano allontanate, i maghi scarseggiavano. 

Quando varcarono la soglia dell’enorme salotto della villa, tutti gli sguardi furono puntati su di loro, ma nessuno si mosse, finché Luce non uscì dal suo nascondiglio dietro Nicholas. Vedendola, tutti cominciarono ad alzarsi per poterla abbracciare e salutare come si deve: era contenti che fosse lì.

Tutta la paura della ragazza scomparve non appena vide Sophie, l’altra figlia di Lauren e Arthur, che gli correva incontro con le lacrime agli occhi. Sophie era come una sorella maggiore per Luce, però, allontanandosi dal branco, si era allontanata anche da lei, perché i ricordi facevano male e tutto le riportava alla memoria ciò che non aveva più e quella era la consapevolezza più dolorosa. 

Passiamo tutta la vita a dare le cose per scontato e, solo quando le perdiamo, ci rendiamo davvero conto del loro valore. Quei gesti sono tanto semplici, apparentemente banali,  ma che ci riscaldano il cuore e lo riempiono d’amore.

E Luce lo avrebbe capito di lì a poco.

Nel momento in cui Sophie la strinse fortissimo, in un abbraccio spacca ossa, come lo chiamavano loro, sentì una stretta al cuore: quella ragazza le era mancata così tanto. Non voleva più dare per scontato la sua presenza, come aveva fatto troppe volte durante la loro infanzia, ma voleva darle il giusto valore per non perderla più. 

La cena era finalmente finita e con essa erano venute meno anche tutte le preoccupazioni della ragazza.  

Grazie alle chiacchierate con il resto dei presenti, era riuscita a sentirsi di nuovo parte di un qualcosa, e fortunatamente tutti avevano accolto Nicholas con grande entusiasmo. Lo riempirono di domande.  Erano, infatti,  troppo curiosi della sua storia. Nicholas era un mago nato da genitori umani, né licantropi né maghi, cosa non rara altrove, ma non in quel branco, dove tutti  erano purosangue e discendevano da generazioni di famiglie soprannaturali. 

Nicholas aveva catalizzato l’attenzione di tutti e tutti lo avevano accolto con grande entusiasmo tranne Alex, che era rimasto tutta la sera in disparte a cercare difetti in quel ragazzo e a bere quintali di birra solo per poter sbollire l’irrefrenabile rabbia, che provava nei suoi confronti.

Rabbia che il ragazzo non riusciva a spiegarsi, o meglio ne conosceva i motivi, ma troppo testardo e orgoglioso per poterlo ammettere. Era come se Nicholas avesse preso il
suo posto nella vita di Luce: non poteva accettarlo, perché era il suo posto. Era lui che avrebbe dovuto stargli accanto, lui essere il motivo della sua risata, lui asciugargli le lacrime.

Pensiero molto egoista sì, però Luce era sempre stata il suo tutto, la sua metà perfetta, come erano soliti definirsi, ed ora sentiva solo che la sua metà gli era stata strappata via e non aveva potuto fare nulla per combattere e farla rimanere al suo fianco.

Però, quella sera capì che doveva  trovare il giusto modo per riprendersela. Quei cinque anni senza di lei erano stati  gli anni peggiori della sua, seppur ancora breve, vita. 

Finita la cena tutti gli invitati erano tornati nelle loro case ed i coniugi Bloch e Claire si erano chiusi nell’ufficio di Arthur per poter parlare. 

«Claire, hai visto come mio figlio non ha tolto gli occhi di dosso a Luce e come, invece, guardava male Nicholas! Penso che ormai lui abbia capito l’errore che ha fatto e voglia rimediare: ma non è fantastico?!» Esclamò Lauren tutta euforica all’amica mentre il marito la guardava con uno sguardo pieno d’amore. 

«Sì, ho visto, non vedo l’ora che si accorgano anche loro del legame molto speciale che li unisce».

 

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